Villa Briano (CE) – Capitolo di Investitura Templare – 27-09-2020

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Si è svolto nella splendida e bucolica cornice del Santuario della Madonna di Briano, a Villa Briano (CE), la cerimonia di Investitura Templare per accogliere i nuovi confratelli nell’Ordine.

La Cerimonia si è svolta alla Presenza del Magister Magnus Ing. Gennaro Luigi Nappo.

Tra i postulanti anche padre e figlio, dove per concessione del Magister Magnus, il padre, divenuto Cavaliere poco prima ha potuto concedere la Grazia Cavalleresca al figlio (photo copertina che abbiamo scelto)

Photogallery – Veglia Templare al Priorato – 26-09-2020
Photo by Giovanni Di Cecca / MagnaPicture.com — Archivio TemplarNews.com

Giovanni Di Cecca su Instagram

Cenni storici del Santuario

Nell’amena e fertile terra di Villa di Briano, in una aperta, ridente e sempre verde campagna, sorge l’antica chiesetta di Maria  Santissima di Briano la cui origine si perde nei secoli.
Briana, con al centro la chiesetta, faceva parte di una pleiade di casali che circondavano Aversa.
Il villaggio sorse sulle rive del Cranio, a circa due miglia da Frignano Piccolo, limitrofo ai villaggi di Quadrapane e Annecchino. Ebbe il destino comune a parecchi centri vicini, urbani o rurali, che semidistrutti o rasi al suolo completamente, non vennero più ricostruiti non tanto per incuria umana quanto per le mutate condizioni di ubicazione essendo, per vicende ambientali, i terreni circostanti divenuti paludosi e letali.
Il villaggio dovette avere qualche secolo di vita quando verso l’ottavo – nono secolo, i monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno iniziarono la loro opera di bonifica e di civilizzazione.
I monaci benedettini, dunque, allungatisi in quel posto, pensarono di sfruttare quel tempietto di origine pagana, del quale esistevano ancora i ruderi, costruendovi un’edicola intitolata alla Vergine chiamandola Santa Maria.
Il tempietto è affiancato da una grande fabbricato che è stato cenobio di monaci prima, poi orfanotrofio retto da suore, ora centro di spiritualità.
Ci son voluti ben cinque anni, dal marzo 1987 al dicembre 1992, pur se tra disagi e difficoltà, per restituire a tutta la comunità l’antico luogo di preghiera e di pellegrinaggio.
Verso la metà del 1989, dopo lunghi, pazienti e certosini lavori di restauro, la chiesetta di Maria Santissima di Briano, centro di tradizionale e popolare spiritualità, ha acquistato il suo antico splendore.
L’antico tempio, con i suoi grandi riquadri pittorici, ha acquistato una nuova poesia figurativa e religiosa facendo risaltare meglio nei colori e nelle linee gli ieratici moduli bizantini. Tutte le figure hanno riacquistato razionalità nei colori, plasticità e umanità nei corpi e nei volti, dando una inverosimile religiosità all’insieme che ha sempre come punto focale la Madonna.
I tutti riquadri che narrano, con grande religiosità, episodi della vita della Madonna, lo spazio è appena sufficiente e contenere le grandi figure e i loro sentimenti.
Gli episodi raffigurati sono:
-L’Immacolata Concezione
-La natività di Maria
-La presentazione di Maria al tempio
-L’annuncio dell’angelo a Maria
-La visita di Maria a Santa Elisabetta
-La presentazione di Gesù al tempio
-L’assunzione di Maria.
Al lato destro della porta di ingresso c’è la figura di San Paolo apostolo, dipinta con nobile e gagliarda fierezza. A sinistra San Pietro Apostolo raffigurato con volto bonario e affettuoso.
All’inizio della parete sinistra si può ammirare un dipinto bizantino raffigurante San Tammaro e il resto di un affresco che raffigura la testa di un angelo o di Madonna.
Sulla parete della cantoria si notano due riquadri che riproducono due scene drammatiche e plastiche  della crocifissione del Cristo. Nel primo dipinto Cristo cade sotto la Croce  e la Vergine assiste con patetico sguardo a tale dolore tra gli sguardi impietosi dei flagellatori e carnefici del suo figlio diletto. Nel secondo riquadro c’è Cristo morente sulla croce. E’ una scena rappresentata con molta drammaticità. La Madonna e le pie donne, straziate dal dolore, assistono a tale martirio. Il dolore regna su tutto: le scene, le figure e gli sguardi sono pieni di umanità.
C’è ancora da ammirare, sulla parete sinistra, un affresco anch’esso molto antico raffigurante San Francesco.
Di fronte, sulla parete superiore dell’abside, è raffigurata la natività di Gesù.
Infine, a centro dell’abside semicircolare, è rappresentata la cara e miracolosa Madonna di Briano. In tutti i lavori di prezioso restauro, la sorpresa più grande e più bella è stata quando, rimuovendo il vecchio altare appoggiato all’abside, si è vista riapparire nell’antica e solenne grandiosità l’intera figura della Madonna che, per circa un secolo, era stata nascosta per metà dall’altare.
L’antico altare, dono di qualche chiesa viciniore,  è stato rimosso e rimontato nella Cappella delle Confessioni, adiacente alla sala ex voto del Santuario stesso. Dopo il restauro l’antica immagine di Maria ha acquistato la sua grande dignità di Madre di Gesù Bambino che tiene sulle ginocchia. L’intera effigie di Maria Santissima di Briano, nella sua posa statica ma regale, ha acquistato nel suo sguardo amoroso e materno una delicatezza di vibrazioni nuove.
Ai piedi di questa immagine tanta gente, vicina e lontana, ricca e povera ignorante e dotta, innocente e peccatrice ha pianto, di è confessata, ha fatto promesse, ha chiesto e ottenuto aiuto, il perdono delle colpe e la grazia di Dio.
Nell’amena e fertile terra di Villa di Briano, in una aperta, ridente e sempre verde campagna, sorge l’antica chiesetta di Maria  Santissima di Briano la cui origine si perde nei secoli.
Briana, con al centro la chiesetta, faceva parte di una pleiade di casali che circondavano Aversa.
Il villaggio sorse sulle rive del Cranio, a circa due miglia da Frignano Piccolo, limitrofo ai villaggi di Quadrapane e Annecchino. Ebbe il destino comune a parecchi centri vicini, urbani o rurali, che semidistrutti o rasi al suolo completamente, non vennero più ricostruiti non tanto per incuria umana quanto per le mutate condizioni di ubicazione essendo, per vicende ambientali, i terreni circostanti divenuti paludosi e letali.
Il villaggio dovette avere qualche secolo di vita quando verso l’ottavo – nono secolo, i monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno iniziarono la loro opera di bonifica e di civilizzazione.
I monaci benedettini, dunque, allungatisi in quel posto, pensarono di sfruttare quel tempietto di origine pagana, del quale esistevano ancora i ruderi, costruendovi un’edicola intitolata alla Vergine chiamandola Santa Maria.
Il tempietto è affiancato da una grande fabbricato che è stato cenobio di monaci prima, poi orfanotrofio retto da suore, ora centro di spiritualità.
Ci son voluti ben cinque anni, dal marzo 1987 al dicembre 1992, pur se tra disagi e difficoltà, per restituire a tutta la comunità l’antico luogo di preghiera e di pellegrinaggio.
Verso la metà del 1989, dopo lunghi, pazienti e certosini lavori di restauro, la chiesetta di Maria Santissima di Briano, centro di tradizionale e popolare spiritualità, ha acquistato il suo antico splendore.
L’antico tempio, con i suoi grandi riquadri pittorici, ha acquistato una nuova poesia figurativa e religiosa facendo risaltare meglio nei colori e nelle linee gli ieratici moduli bizantini. Tutte le figure hanno riacquistato razionalità nei colori, plasticità e umanità nei corpi e nei volti, dando una inverosimile religiosità all’insieme che ha sempre come punto focale la Madonna.
I tutti riquadri che narrano, con grande religiosità, episodi della vita della Madonna, lo spazio è appena sufficiente e contenere le grandi figure e i loro sentimenti.
Gli episodi raffigurati sono:
-L’Immacolata Concezione
-La natività di Maria
-La presentazione di Maria al tempio
-L’annuncio dell’angelo a Maria
-La visita di Maria a Santa Elisabetta
-La presentazione di Gesù al tempio
-L’assunzione di Maria.
Al lato destro della porta di ingresso c’è la figura di San Paolo apostolo, dipinta con nobile e gagliarda fierezza. A sinistra San Pietro Apostolo raffigurato con volto bonario e affettuoso.
All’inizio della parete sinistra si può ammirare un dipinto bizantino raffigurante San Tammaro e il resto di un affresco che raffigura la testa di un angelo o di Madonna.
Sulla parete della cantoria si notano due riquadri che riproducono due scene drammatiche e plastiche  della crocifissione del Cristo. Nel primo dipinto Cristo cade sotto la Croce  e la Vergine assiste con patetico sguardo a tale dolore tra gli sguardi impietosi dei flagellatori e carnefici del suo figlio diletto. Nel secondo riquadro c’è Cristo morente sulla croce. E’ una scena rappresentata con molta drammaticità. La Madonna e le pie donne, straziate dal dolore, assistono a tale martirio. Il dolore regna su tutto: le scene, le figure e gli sguardi sono pieni di umanità.
C’è ancora da ammirare, sulla parete sinistra, un affresco anch’esso molto antico raffigurante San Francesco.
Di fronte, sulla parete superiore dell’abside, è raffigurata la natività di Gesù.
Infine, a centro dell’abside semicircolare, è rappresentata la cara e miracolosa Madonna di Briano. In tutti i lavori di prezioso restauro, la sorpresa più grande e più bella è stata quando, rimuovendo il vecchio altare appoggiato all’abside, si è vista riapparire nell’antica e solenne grandiosità l’intera figura della Madonna che, per circa un secolo, era stata nascosta per metà dall’altare.
L’antico altare, dono di qualche chiesa viciniore, è stato rimosso e rimontato nella Cappella delle Confessioni, adiacente alla sala ex voto del Santuario stesso. Dopo il restauro l’antica immagine di Maria ha acquistato la sua grande dignità di Madre di Gesù Bambino che tiene sulle ginocchia. L’intera effigie di Maria Santissima di Briano, nella sua posa statica ma regale, ha acquistato nel suo sguardo amoroso e materno una delicatezza di vibrazioni nuove.
Ai piedi di questa immagine tanta gente, vicina e lontana, ricca e povera ignorante e dotta, innocente e peccatrice ha pianto, di è confessata, ha fatto promesse, ha chiesto e ottenuto aiuto, il perdono delle colpe e la grazia di Dio.

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