Trentola Ducenta (CE) – Elevazione ed accettazione al Tempio di nuovi Cavalieri

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Sorga un nuovo Cavaliere“, con questa formula di rito il porta parola (il nostro Teologo Tiziano Izzo), nel rito di Elevazione a Cavaliere ed accettazione al Tempio nasce un nuovo Cavaliere.

C’è da mettere in chiaro che una cosa è essere Cavalieri, altro è essere accettati nel Tempio.

Cos’è un Cavaliere come nasce nel concetto medioevale

Un cavaliere, durante il Medioevo, era un uomo insignito del cavalierato, da parte di un monarca, di un vescovo o di un altro capo politico o religioso, al servizio del monarca o della chiesa cristiana, soprattutto in ambito militare. Storicamente, in Europa, il cavalierato era conferito a guerrieri a cavallo.

Durante l’Alto Medioevo (V Secolo -> XI Secolo, i cavalieri erano considerati una classe di bassa nobiltà. Dal Basso Medioevo (XI Secolo -> XV Secolo), il rango venne associato agli ideali di cavalleria e codice di condotta del perfetto guerriero cristiano di corte. Spesso, un cavaliere era un vassallo che prestava il suo servizio come combattente d’élite, guardia del corpo o mercenario ad un signore, remunerato sotto forma di proprietà terriere. I signori si fidavano dei cavalieri, che erano abili nella guerra a cavallo. Il cavalierato nel Medioevo era strettamente legato all’equitazione (e soprattutto ai tornei) dalle sue origini nel XII secolo fino alla sua fioritura finale come moda tra l’alta nobiltà nel Ducato di Borgogna nel XV secolo. Questo legame si riflette nell’etimologia di cavalleria, cavaliere e termini correlati. Il prestigio speciale accordato ai guerrieri a cavallo nella cristianità trova un parallelo nel furusiyya nel mondo musulmano, nel greco hippeis (ἱππεῖς) e nel romano eques dell’antichità classica.

Nel basso Medioevo, nuovi metodi di guerra iniziarono a rendere obsoleti i cavalieri classici in armatura, ma i titoli rimasero in molte nazioni. Gli ideali della cavalleria erano diffusi nella letteratura medievale, in particolare nei cicli letterari noti come Ciclo carolingio, relativi ai leggendari compagni di Carlo Magno e ai suoi armigeri paladini e Ciclo di Bretagna, relativo alla leggenda di Re Artù e alla sua Tavola Rotonda.

I Cavalieri negli Ordini Cavallereschi

In questo periodo la predicazione di Papa Urbano II e Pasquale II portarono alla formazione dell’Armata Crociata che guidata da Goffredo di Buglione duca d’Alta Lorena, Raimondo di Saint-Gilles conte di Tolosa, i normanni Boemondo e Tancredi di Taranto, Roberto di Normandia, altro figlio del Conquistatore, che per finanziare la sua impresa vendette i suoi possedimenti al fratello re d’Inghilterra, tra i più noti.

Tra il 7 giugno-15 luglio 1099 l’Armata Crociata espugnò Gerusalemme che divenne capitale del Regno di Gerusalemme

In ultimo, in questo periodo si affermò una nuova classe sociale quella del Cavaliere.

Da qui nacquero gli Ordini Cavallereschi

• Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme (attuale S.M.O.M., 1048, riconosciuto nel 1113)

• Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (1099 dopo la conquista di Gerusalemme)

Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme (1118, ovvero i Templari, riconosciuto da Papa Onorio II nel 1129)

• Ordine Teutonico (1190 ca)

Quindi il requisito minimo per entrare in un Ordine è quello, appunto, di essere un Cavaliere.

Un Re non può fare un Cavaliere, ma un Cavaliere può fare Cavaliere un Re

La discendenza del cavalierato, nel corso dei secoli, avviene per linea diretta.

Come dice il titolo del paragrafo, un Re non può fare un Cavaliere a meno che eglio stesso non sia un Cavaliere, mentre un Cavaliere può fare Cavaliere un Re.

Ecco perché la cerimonia di Elevazione a Cavaliere ed Accettazione al Tempio è una composizione di due cerimonie, dove nella prima il Priore Generale (o, in generale il più alto in grado della cerimonia) si toglie il Mantello per elevare a Cavaliere i postulanti, mentre nel secondo rito, il Priore o il più alto in grado che concelebra il rito ha il Mantello a dosso, proprio per rendere palese la tipologia del rito.

Ma ad un Cavaliere che si macchia peccati (a qualunque tipo) può essere tolto il titolo?

Si se colui che lo ha creato è in vita, No se il creatore del Cavaliere è tornato alla Casa del Padre, ma di certo può essere espulso dall’Ordine Cavalleresco di cui fa parte e diventare un Cavaliere Errante.

Una curiosità di questa elevazione a Cavaliere nel Rito di San Giovanni Battista

Il Priore Onorario dell’Ordine di San Giorgio di Carinzia, Luigi Petrosino, anche a seguito del Sodalizio siglato tra i due Ordini è stato Accettato anche come Cavaliere dell’OSMTJ 1804.

Un caso similare, noto e tramandato, rialse al XIII Secolo, quando il Maestro Generale dei Templari Pierre de Montaigu (1218 -> 1232) si alleò con il Maestro Generale dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme Guerin de Montaigu (1207 al 1228 e dal 1231 al 1236) per le azioni contro i musulmani per la liberazione di Gerusalemme che costrinsero i musulmani a chiedere una resa. In cambio i Templari ritirarono l’assedio a Damietta e gli islamici restituirono molti soldati francesi, fermano gli attacchi a Gerusalemme e gli restituirono una parte della Vera Croce, presa agli europei nella battaglia di Hattin. Le sue vittorie militari, supportate dai Cavalieri Ospitalieri, lo hanno reso un guerriero famoso.

Entrambi i fratelli, Maestri Generali, erano anche Cavalieri dei due rispettivi Ordini

I nuovi Cavalieri

L’Ordine ha accolto nelle sue fila i seguenti postulanti:

Roberto Gagliardi, De Luca Domenico, Di Nocera Giacobbe, D’Isanto Giuseppe, Vittozzi Luciano Cristofaro, Iovinella Tonya, Vincenzo Amodio, Simona Deva, Daniele Gregorio Scalise

Daniele Gregorio Scalise, a fine celebrazione è stato anche insignito del Titolo e del Collare di Priore della Calabria

Photogallery (Giovanni Di Cecca / MagnaPicture.com)

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