Villa di Briano (CE) – Il Colonnello Carlo Calcagni insignito del titolo di Cavaliere Templare

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Un momento di grande commozione il conferimento del titolo di Cavaliere Templare al Colonnello Carlo Calcagni dell’Esercito Italiano, da parte del Magnus Magister dell’Ordine Gennaro Luigi Nappo.

La storia del Colonnello Calcagni inizia nella Guerra della ex Jugoslavia (o Guerra dei Balcani) dove tra il 1991 ed 1992 viene inviato nel teatro di guerra come forza di interposizione per cercare di porre un freno alla sanguinosa guerra fratricida tra Bosniaci, Croati e Sloveni, che, nel momento della caduta dell’ex Impero Sovietico volevano rimarcare le loro differenze etniche dopo quasi un secolo di vita.

Come acclarato dalla magistratura, durante il conflitto furono usate armi a “metalli pesanti” che hanno minato il fisico del Colonnello, elicotterista e Vittima del DOVERE, ammalatosi per causa e fatti di servizio durante la missione Internazionale di pace nel 1996 nei Balcani.

Il Colonnello Calcagni vive in provincia di Lecce, 53 anni, si arruola nell’Esercito a 19 anni, paracadutista, poi pilota di elicotteri, fino a diventare istruttore di volo, partecipando a missioni internazionali di pace un po’ ovunque, missioni in Turchia, Albania, Bosnia, Italia: “Ho lavorato a fianco dei magistrati per due anni, subito dopo la strage del giudice Falcone e della sua scorta, poi varie calamità naturali, dall’alluvione di Sarno a molte altre emergenze sul territorio nazionale e attività di ordine pubblico: Vespri Siciliani, operazione Riace e Partenope. Non tutti sanno che noi piloti garantiamo assistenza 24 ore su 24: in ogni reparto di volo c’è sempre un equipaggio pronto a partire, dal trasporto organi, al plasma, ai traumatizzati. La gente pensa che noi ci addestriamo solo per fare la guerra, ma siamo noi i primi che ci adoperiamo ed imprgnamo per la pace ed è proprio per questo che tanti, come me, si sacrificano o perdono la vita per il bene degli altri”.

Seppur minato nel fisico da una serie di patologie degenerative, il Colonnello non si è mai arreso (infatti il suo motto è: IO NON MI ARRENDO!”) ed ha trovato la forza in se stesso per poter trasformare rabbia, paura, il dolore, in qualcosa che gli potesse dare un nuovo slancio, un motivo per vivere e per dare forza a se stesso e alla sua famiglia, che fosse di grande insegnamento ai suo figli.

Come ha detto molto spesso “Sopravvivo grazie alle terapie (7 iniezioni intramuscolo, 18 ore di ossigenoterapia e circa 300 pillole al giorno), ma vivo grazie allo Sport”

E nello sport passione che ha da sempre riesce ad esprimersi al meglio sia per se stesso che per la sua Amata Patria: l’Italia

Nel 2015 due medaglie d’oro alla Coppa del mondo del Ciclismo Paralimpico, tre medaglie d’oro agli Invictus game in Florida del 2016.

Lo scorso dicembre record anche nel canottaggio: tre medaglie d’oro ai Campionati Europei di Canottaggio Indoor 2021 e nella giornata conclusiva ha stabilito un nuovo record del mondo nella gara 4 minuti.

Purtroppo, a causa del degenerare delle sue patologie, non è rientrato nella rosa della spedizione Italiana Paralimpica di Tokyo 2020 (2021)

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