Napoli – E’ tornato alla casa del Padre il Cappellano dell’Ordine don Enzo Passante

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E’ un giorno triste per l’Ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem 1804, è tornato alla Casa del Padre il Cappellano dell’Ordine don Enzo Passante, stroncato da complicanze da Covid-19.

Il prelato che nei giorni scorsi era stato ricoverato nella terapia intensiva dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, dove, proprio nella giornata di ieri aveva dato segni di miglioramento, tanto da essere tolto il casco di ventilazione, ha subito un improvviso decadimento dei valori vitali fino al decesso.

Cappellano dell’Oridne, è stato sempre presente nel supporto religioso nelle Veglie d’Armi per i nuovi Cavalieri e nelle cerimonie di iniziazione a Cavaliere ed accettazione nel Tempio.

Era anche Cappellano dei Carabinieri a Scampia.

Tutto l’Oridne Templare, il Magnus Magister, il Magistero, la Consulta ed ogni Cavaliere si accomuna nel dolore alla perdita del Confratello Cappellano.

Tutti i Cavalieri prendendo la Terza Regole dell’Ordine scritta da San Bernardo da Chiaravalle:

Terza REGOLA: Che cosa fare per i fratelli defunti

Quando uno dei fratelli professi sacrifica ciò che è impossibile strappare alla morte, che non risparmia nessuno, ciò che è impossibile strappare: ai cappellani e ai sacerdoti che con voi caritatevolmente è temporaneamente servono al Sommo Sacerdote comandiamo con carità di offrire per la sua anima a Cristo con purezza di spirito l’ufficio e la Messa solenne. I fratelli ivi presenti, che pernottano pregando per la salvezza del fratello defunto, dicano cento orazioni del Signore fino al settimo giorno per il fratello defunto: dal giorno in cui fu annunciata la morte del fratello, fino al predetto giorno, il numero centenario venga rispettato con fraterna osservanza nella sua integrità con divina è misericordiosa carità scongiuriamo, e con pastorale autorità, comandiamo, che ogni giorno, come al fratello si dava e si doveva nella necessità così si dia ad un povero fino al quarantesimo giorno ciò che è necessario al sostentamento di questa vita, per quanto riguarda cibo e bevanda. Del tutto proibiamo ogni altra offerta, che nella morte dei fratelli, e nella solennità di Pasqua, inoltre nelle altre solennità, la spontanea povertà dei poveri commilitoni di Cristo era solita in modo esagerato dare al Signore.

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