IL TERRIBILE VENERDÌ 13

TemplarNews.com

Era Venerdì, era il 13 Ottobre, era l’anno domini 1307: scattava durante le prime ore dell’alba in tutta la Francia l’operazione che il re aveva concepito quasi un mese prima (il 14 Settembre) e che aveva ordito in segreto fino ad allora. L’obiettivo era arrestare tutti i templari presenti sul territorio francese e sequestrarne i beni. L’ordine in tal senso era stato diramato da tempo a tutti i balivi ed i siniscalchi del regno, con l’imposizione di tacerne fino alla data stabilita, che era appunto venerdì 13 ottobre, data che proprio da questo episodio divenne simbolo e metafora di “grande sciagura” e sfortuna.
L’operazione, mirabile per efficienza e segretezza per quei tempi, porterà all’arresto simultaneo di 546 cavalieri. Pochi quelli che riuscirono a fuggire: un documento degli archivi reali parla di una dozzina di templari scampati alla cattura, probabilmente furono assai di più (durante il processo si fecero i nomi di altri 18 cavalieri in contumacia), mentre da altre fonti si ha notizia di 40 cavalieri in fuga nella notte, fra i quali Gerard de Vilche il maestro di Francia e il nipote di Hugues de Pairaud, che avrebbe poi progettato con un compagno un vano tentativo di vendetta teso ad assassinare il re.

Stele in ricordo della Deposizone della Cappa di Jaques de Molay
Sacrario Militare di Pescocostanzo (AQ)

La “preda” più ambita dell’operazione (oltre al tesoro dell’Ordine) era ovviamente il Gran Maestro Jacques de Molay, che pare fosse stato avvisato, ma non volle, e non potè, sottrarsi all’arresto. Conosceva ovviamente le accuse rivolte all’Ordine del Tempio (blasfemia, eresia, sodomia), ed era probabilmente sicuro, in cuor suo, di poter difendere con successo se stesso e l’ìnterno ordine templare.

Fuggire in quella circostanza avrebbe significato ammettere le colpe addebitate.

Appena il giorno prima, il 12 Ottobre, lo stesso Gran Maestro si era trovato al fianco del re, alle esequie di Catherine de Courtenay, moglie di Carlo di Valois, fratello di Filippo il Bello, come se niente fosse. Poche ore dopo sarebbe finito in catene per ordine dello stesso Filippo.
Jaques de Molay ed i suoi confratelli, pur sconvolti dal precipitare degli eventi, erano probabilmente sicuri di poter confutare le accuse, e fidavano su un più diretto e incisivo intervento del Papa Clemente V a loro difesa.
Non facevano i conti, quegli uomini, con la forze costrittiva della tortura, applicata scientificamente dagli inquisitori del re.

Morte dei Templari Geoffrey de Charnay e Jacques de Molay.
Miniatura conservata alla British Library
Di Tiziano Giusto
Professore e Teologo dell'O.S.M.T.J.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Releated

Il Cav. Giacomo Paciolla incontra Papa Leone XIV

TemplarNews.com

TemplarNews.comL’8 maggio 2026, Piazza del Plebiscito è stata teatro di un momento destinato a rimanere nella storia. Tra la folla commossa e l’atmosfera solenne della città, il Maresciallo Giacomo Paciolla, militare dell’Esercito Italiano e Cavaliere dell’Ordre Souverain Militaire du Temple de Jérusalem 1804, si è trovato faccia a faccia con Papa Leone XIV, in visita […]

Il Priore Generale Umberto Caruso esprime la sua solidarietà al Papa dopo l’attacco del President Trump

TemplarNews.com

TemplarNews.comDopo il recente attacco del Presidente USA Donald Trump che ha definito Sua Santità Papa Leone XIV, un leader “debole” e “pessimo nella politica estera”, oltre ad aver tradito gli interessi nazionali (Papa Leone è americano, ndr) e di essersi piegato alle logiche della “sinistra radicale”, per le durissime critiche che Sua Santità ha espresso […]